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CURIOSANDO......

... VI SUGGERIAMO DI LEGGERE:

FREUD S. (1915) Lutto e Melanconia in  Freud S.. Opere, vol.8. Torino. Boringhieri

GALIMBERTI U. (2002) Il corpo e la morte in Pinkus

BOUDRILLARD J. (2002) Lo scambio simbolico e la morte. Milano Feltrinelli

ASSISI (1976) La morte ed il morire. Cittadella

LA BARBERA D. Morte ed eternità nell'era dell'onnipotenza tecnologica e della virtualità

VIORST J. (2009) Distacchi. Sperling & Kupfer Editori

ANTHONY S. (1973) La scoperta della morte nell'infanzia. Roma Armando editore

 E DI VEDERE QUESTE PELLICOLE:
 
IL DOLCE DOMANI (Canada 1997, 112’) di Atom Egoyan con Ian Holmes, Sarah Polley (Kkc).
Il paesino di Sam Dent, nella Columbia Britannica, viene colpito dalla tragedia: l’autobus scolastico rimane coinvolto in un incidente e 14 bambini perdono la vita. Mentre l’intera cittadina comincia una silenziosa e dolorosa elaborazione del lutto collettiva, compare l’avvocato Mitchell Stephens, che propone ai genitori una causa di risarcimento. Il regista “ha scavato dentro emozioni vere (il dolore, la perdita, il senso della propria inadeguatezza) di cui il cinema parla di rado” (Paolo Mereghetti).

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LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO (Usa 1999, 131’) di Luis Mandoki con Kevin Costner, Robin Wright Penn (Warner)
Il vedovo Garrett Blake costruisce barche e vive da solo in uno sperduto paesino sull’oceano, scrivendo messaggi d’amore alla moglie morta, infilandoli dentro bottiglie e affidandole al mare. Un giorno la giornalista Theresa Osborne ne trova una e si mette alla ricerca dell’ignoto mittente. Si incontrano, si innamorano ma tra i due continua ad aleggiare il ricordo della moglie morta.
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FILM BLU
(Francia/Svizzera/Polonia 1993, 98’) di Krzysztof Kieslowski con Juliette Binoche, Benoît Régent (Mikado).
La giovane Julie perde in un incidente il marito compositore e il figlio: si chiude in un dolore impenetrabile e in una solitudine totale. Cambia nome, cambia città. Scopre che il marito aveva un’amante, e che la donna è incinta. L’assistente del marito la convincerà a concludere la sinfonia iniziata dall’uomo prima di morire.
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TUTTO SU MIA MADRE
(Spagna/Francia 1999, 96’) di Pedro Almodovàr con Cecilia Roth, Eloy Azorín, Marisa Paredes, Penélope Cruz (Cecchi Gori)
In una notte d’estate, il giovane Esteban muore travolto da un auto davanti agli occhi della madre Manuela. La donna – distrutta dal dolore - parte alla ricerca del padre del ragazzo. Scoprirà che l’uomo non esiste più: al suo posto c’è Lola, un travestito.
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ORPHANS
(Gb 1998, 95’) di Peter Mullan con Douglas Henshall, Gary Lewis, Stephen McCole (Lucky Red)
La lunga notte di tre fratelli e di una sorella handicappata, alla vigilia del funerale della madre. Tra silenzi, flashback, pub e vagabondaggi in auto, il confronto tra i quattro personaggi, di fronte a una morte difficile da accettare e persino da comprendere

Le pellicole scelte sono estremamente diverse fra loro e sono opera di 5 registi contemporanei di differenti paesi. Atom Egoyan è armeno (ma ha sempre vissuto in Canada), Luis Mandoki è messicano, Krzysztof Kieslowsky è polacco, Pedro Almodovar spagnolo e Peter Mullan inglese.
Culture lontane che affrontano le stesse tematiche: quale migliore strada percorrere, quale migliore prospettiva adottare, quale migliore sguardo per un argomento che ci tocca tutti?